instagrammare le piante

La composizione fotografica

Come organizzare gli elementi nel fotogramma

C’è una grande differenza tra ciò che vede l’occhio umano e la fotocamera: il primo ha una prospettiva tridimensionale, mentre il secondo bidimensionale. 

Mentre per lo sguardo l’unico limite è l’orizzonte, in una fotografia lo spazio è ben delineato: l’inquadratura.

Fotografare è quindi l’azione di circoscrivere persone, fatti, paesaggi in una immagine ben definita, raccontandone la storia.

La composizione fotografica non è altro che la disposizione degli elementi visivi all’interno di questa cornice delineata

Una lucida e matematica interpretazione della scena spesso non genera una foto emozionale però! Bisogna imparare ad osservare, lasciar scivolare l’occhio sui particolari, farsi coinvolgere nella storia, aspettare il momento giusto.

Indipendentemente dal mezzo con il quale si sta scattando, ci sono alcune regole e consigli per far si che il risultato sia ottimale.

Vediamone alcuni.

  1. Regola dei terzi

La più famosa e la più utilizzata, consiste nel tracciare due linee orizzonti e tre verticali dividendo l’immagine in nove riquadri: il soggetto della foto dovrà trovarsi in circa quattro di questi, al centro dell’intersezione delle linee.

Questo fa si che l’occhio legga la foto agevolmente dopo averne visualizzato il centro.

Ho scattato questa foto a settembre 2018 all’Alhambra di Granada. Gattara anche all’estero!
Un bel Malvone abitato nel giardino di casa dei miei, un paio di anni fa.
Buon appetito!

Molte fotocamere hanno la possibilità di visualizzare la griglia già sullo schermo o nel mirino, così da posizionare subito il soggetto all’interno dell’inquadratura.

Puoi anche immaginare questa griglia composta di due sole linee parallele orizzontali per suddividere gli elementi della tua inquadratura.

2.  Sezione Aurea

Wow, argomento vastissimo, affascinante e matematico. Come sapete io sono un’umanista e cercherò di spiegarvela in maniera molto semplice.

Questa proporzione, fin dalla notte dei tempi, è alla base di strutture anatomiche, galassie, nella musica, nell’arte, nella zoologia. 

Sulla carta, chiamata anche Spirale Fibonacci, è il risultato del rapporto tra due grandezze diverse, la cui grandezza maggiore è il medio proporzionale tra la grandezza minore e la somma delle due. Il risultato è un numero irrazionale che viene approssimativamente abbreviato a 1,6.

Conosciuta già dagli antichi Egizi, la spirale di Fibonacci crea composizioni visive molto apprezzate dallo sguardo umano in termini di piacevolezza e leggibilità. 

Come applicarla alla fotografia?

Bene, teniamo a mente la regola dei terzi che abbiamo appena visto. La griglia usata dalla sezione aurea ha le colonne centrali leggermente più strette rispetto a quelle laterali: il quadrato centrale rappresenta il punto di vista dell’osservatore e i quattro angoli sono i punti di intersezione in cui posizionare gli elementi principali.

Complicato? Parecchio!

Proviamo allora a immaginarci questa teoria visualizzando al di sopra della nostra inquadratura la spirale aurea. L’avete già vista vero?

Sovrapponendola all’immagine, questa ci darà una serie di rettangoli e il punto centrale dell’immagine, che sarà la sua parte centrale più stretta. Ma anche la sua coda offre un ottimo spunto per fotografie originali!

Un interpretazione originale e sghemba della spirale aurea su un’ortensia della casa della mia famiglia.

Se vi sembra di aver letto un articolo in cinese non preoccupatevi! Provate a prendere una foto che avete scattato nel passato e studiarla alla luce di questa spiegazione. La spirale c’è o no?

3. Linee convergenti/prospettiva centrale

In questo caso la prospettiva naturale ci viene in aiuto: il centro della foto sarà il punto di incontro delle diagonali generale da un punto di fuga centrale, rappresentato dal nostro occhio posato sull’orizzonte, e gli angoli dell’inquadratura.

la linea rossa rappresenta l’orizzonte, quelle nere le diagonali che si incontrano nel punto di vista centrale, in questo caso il bocciolo della camelia del mio papà.

3. Cornici

Capita a volte che ad esempio, il vano di una finestra incornici naturalmente una scena al suo esterno. Benissimo, scattate! Sembrerà di stare all’interno dell’ambiente in cui siete.

L’Alhambra di Granada è un posto incantevole, non so che altro scrivere!

4. Riempi lo spazio!

Robert Capa diceva che “se le tue foto non sono abbastanza buone è perché non sei abbastanza vicino”! Non abbiate timore di riempire tutta l’inquadratura con un soggetto quindi, e avvicinatevi, sdraiatevi, accovacciatevi.

Se siete comodi la foto non verrà mai bene. Lo dice la Scienza.

4.1. Caccia al particolare

Adoro alla follia far sembrare gigante qualcosa di minuscolo. Mi piace andare a caccia di cose piccole e curiose, che in foto sembrano tutt’altro.

Sembra di essere sulla Luna qui sotto, non trovate? Eppure è un rigagnolo poco più grande dei miei piedi! Vedete infatti la mia ombra sui lati inferiori, che ho lasciato a “sporcare” l’inquadratura e far intendere la dimensione dello spazio.

Foto scattata a Graglia (BI) durante un’escursione fotografica

5. Pattern

Siete in un luogo turistico ed è difficile trovare uno scorcio originale? Benissimo, guardatevi attentamente intorno perché tutto può diventare un pattern. Sono sicura che ne avete uno proprio di fianco a voi ora! Letteralmente è un immagine modulare che si può ripetere all’infinito, come un tessuto.

6. Simmetrie

È naturale per il nostro occhio cercarle. Ci fanno sentire al sicuro. Quindi perché no?

Per mantenere fresco il Re durante le torride estati spagnole, il palazzo dell’Alhambra è attraversato da centinaia di canali, grandi e piccoli, che mantengono in vita lussureggianti giardini. Questo canaletto sarà stato largo 10 centimetri circa e scorreva vicino ai miei piedi.

Un’idea in più: utilizzate il riflesso dell’acqua o di un vetro per rendere simmetrica l’immagine.

Foto scattata a Graglia (BI), sempre durante un’escursione fotografica.

7. Dare “aria alla foto”

Quando i soggetti sono animati, che siano persone o animali, è bene che il loro sguardo sia rivolto al fotogramma. Se è presente un’azione, lasciate uno spazio maggiore nella direzione in cui l’azione stessa è diretta: questo darà ossigeno e vitalità all’immagine.

In questo caso, l’idea della velocità del volo dell’uccello è data sia dalla messa a fuoco solo del suo corpo, mentre la terra è sfocata a causa della velocità, sia da tutto lo spazio libero a destra. Sembra quasi che l’uccello tra poco andrà ad occuparlo. Non ci fosse stato, sarebbe sembrato meno veloce e più statico.

Foto scattata con scatto sequenziale in un parco faunistico,
agosto 2014.

8. Linee principali

Le linee che compongono naturalmente un’immagine possono guidare lo sguardo dell’osservatore, trasformandosi in veri e propri soggetti principali della foto stessa. Possono essere dritte o curve, spezzate, convergenti.

Ho scattato questa foto a Parigi circa un anno fa, alzando semplicemente il naso e l’obiettivo, passeggiando lungo la Couleè Vert.
Non sai cos’è? Male!!!
Anche in questo caso il Colonnato di San Pietro ha fatto tutto da solo!
Roma, 2016

Tante cose da tenere a mente vero?

Si, sono davvero tantissime! Posso assicurarti che con il tempo imparerai a “vedere” le foto, e non ci sono modelli prospettici o matematici che tengano!

Osservando una foto che vi piace, su Instagram o su una rivista, fatevi domande sulla composizione. Tracciate delle righe e delle linee, curiosate, pensate!

Succederà che starai camminando e ti bloccherai all’improvviso, causando un piccolo tamponamento sul marciapiede o qualche impropero dei tuoi familiari.

Perché va così.

Osservate.

Emozionatevi.

Non si vede bene che col cuore.

(Tutte le foto usate in questo articolo sono scattate da me e dalla mia Canon nel corso degli anni. Per favore, se vuoi usarle taggami!)

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