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L’edera

L’abbracciabosco

In dialetto occitano e piemontese, l’edera ha un nome splendido: braçabosc, abbraccia bosco, (o abbraccia legno).

Il suo nome scientifico è Hedera Helix e appartiene alla famiglia delle Araliaceae. Vive in Europa, Asia e Africa.

La particolarità di questa pianta è proprio l’essere un perfetto rampicante: le sue radici aeree sono in grado di aggrapparsi a qualsiasi superficie. Man mano che la pianta cresce i suoi fusti passano da semi-legnosi a legnosi.

Può raggiungere un’altezza tra i 10 e i 30 metri ma è possibile coltivarla anche in vaso.

È una pianta a cui sono particolarmente affezionata: nel giardino della casa della mia famiglia c’era un muro completamente ricoperto, alto 3/4 metri. Amo coltivarla in vaso sul balcone del mio appartamento per sentirmi sempre in mezzo al verde del giardino della mia famiglia.

Resiste senza nessun problema all’inverno, al caldo, non necessita davvero di nessuna cura particolare. La posizione in cui vive meglio è la mezz’ombra. Magari, in caso di inverni rigidi, è bene coprire il suo vaso con il tessuto non tessuto o tenerla in un luogo riparato.

Le sue foglie assumono una colorazione più variegata se esposte a sud o sud-ovest. Hanno lobi in numero variabile e un picciolo abbastanza lungo. Il colore verde ha una grande varietà di combinazioni e screziature a seconda della varietà.

Si può innaffiarla anche senza una precisa regolarità e nella stagione calda la si può concimare una volta al mese.

È semplicissimo riprodurla per talea.

Attenzione a portarla in casa: per quanto sia una pianta meravigliosa si porta appresso una quantità di afidi, ragnetti, insetti vari incredibile, quindi esaminatela molto attentamente prima di portarla in casa. Nel dubbio, in giardino o sul balcone starà benissimo.

In autunno l’edera produce dei fiori e delle bacche velenose, utilizzate in erboristeria per vari scopi. È una pianta tossica per i nostri amici animali.

Nel linguaggio dei fiori e delle piante l’edera simboleggia la fedeltà e la continuità; le sue foglie ricordano anche dei cuori ed è la pianta perfetta da regalare ai propri amati.

Questa pianta era associata a Osiride, divinità egizia della vegetazione, e a Bacco, dio del vino romano, similmente al Dioniso greco. Era cara anche ai Celti, che la usavano in ambito erboristico e religioso.

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