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Breve storia dell’Abete Natalizio

L’Albero di Natale è senza dubbio il simbolo universale della gioia e del calore delle festività invernali. Al contrario del Presepe, che ha chiaramente una connotazione religiosa evidente, l’Albero viene allestito oggi davvero da tutti, indipendentemente dal credo professato.

L’atmosfera che si crea intorno a questa pianta è magica, soprattutto quando è circondato di pacchi regalo, amici, parenti, pelosi.

Ma quando nasce la tradizione dell’abete decorato?

L’abitudine di decorare questi rami risale a culti pagani del Nord d’Europa risalenti all’Anno Mille.

I popoli germanici credevano che gli alberi fossero popolati da spiriti e che questi fuggissero con il cadere delle foglie: per far si che queste presenze tornassero, le persone usavano appendere ai rami uova, dolci, ghirlande, sassolini colorati; questo rituale con il passare del tempo si ripeté ogni solstizio d’inverno.

La cultura cristiana ha assorbito questa tradizione associando però i doni appesi ai rami non più agli spiriti ma a Gesù Bambino; la forma triangolare dell’albero richiama direttamente alla Trinità.

È nel XIII che però abbiamo la prima attestazione di un Albero di Natale vero e proprio: a Tallin, venne eretto un grande abete in piazza, riccamente decorato, intorno alla quale giovani, donne e uomini, danzavano cercando l’anima gemella.

Si racconta che nel 1611 in Germania la duchessa di Brieg, dopo aver fatto decorare tutto il suo castello in vista del Natale, si accorse di un angolo vuoto e freddo. Ordinò così di prendere un abete in giardino e trapiantarlo in vaso, per poi decorarlo a festa.

La tradizione dell’Albero, o Tannenbaum, si sviluppa moltissimo in questo periodo nell’Europa Centrale, soprattutto nelle zone protestanti del Reno: gli abeti e i suoi rami vengono decorati con mele, noci, datteri, fiori di carta. Sono i diplomatici prussiani a diffondere questa tradizione, nella prima metà dell’800, spediti qui e là dopo il Congresso di Vienna.

In Francia apparve nel 1840, voluto dalla duchessa di Orlèans, in Gran Bretagna grazie al principe Alberto di Sassonia, marito della regina Vittoria. Anche in Italia la tradizione viene portata avanti da una donna: la regina Margherita infatti ne allestì uno,  nella seconda metà dell’Ottocento, in piazza del Quirinale.

Goethe ne era letteralmente innamorato: il Natale compare in maniera romantica e terribilmente struggente ne I dolori del giovane Werther, in cui proprio la notte della Vigilia Werther ha l’ultimo incontro con la sua amata Lotte, prima di suicidarsi. La tradizione dell’abete si radicò incredibilmente nella sua città, a Waimer proprio grazie alla sua passione per questa festa.

Da questo momento in poi l’abete decorato natalizio diventa un simbolo irrinunciabile del Natale, per grandi e piccini.

Bibliografia:

Foretti A.M., Magia del Bosco, Storia, mitologia, esoterismo degli alberi;

Sacchettoni C., La Storia di Babbo Natale.

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