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Introduzione

Instagrammare le piante

Articolo 1

L’importanza di avere delle foto di qualità

Instagram, con i suoi 895 milioni di utenti attivi, si pone come uno dei social network più amati e usati a livello mondiale.

Diretto, chiaro, con poco spazio per le parole e più per i fatti: le fotografie e le immagini sono il cuore pulsante di questa piattaforma. 

I post devono avere una comunicazione trasparente ed efficace: abbiamo la possibilità di raccontare una storia avvincente con soli 220 caratteri per ogni caption (la didascalia di una foto). La fotografia, la grafica, l’immagine deve quindi avere un carattere ben definito per attirare l’attenzione di chi scrolla il feed in maniera quasi automatica e portarsi dietro uno stile personale, un particolare, un atmosfera ma sopratutto una storia.

Sta a ognuno di noi rendere unico il proprio stile, trasformando i difetti in pregi, mettendo in luce le caratteristiche personali, la terra in cui si vive o in cui si è nati, una peculiarità fisica, il proprio animale domestico.

Lo stile stesso di Instagram è inconfondibile e parte già dalla forma stessa delle sue immagini: dalle foto quadrate ispirate alle vecchie Polaroid, oggi possiamo scegliere tra il formato panoramico, che occupa il 50% dello schermo di uno smartphone, o rettangolare, che invece ricopre il 75%. Preziosi pixel in più e di conseguenza la possibilità di attirare l’attenzione facendo la differenza.

È ormai sorpassato, per fortuna, il binomio successo = molti like. Instagram stesso togliendo il numero di like al di sotto dei post, ha contribuito a dare valore al contenuto stesso anziché al suo livello di apprezzamento. Se hai un milione di follower ma zero commenti, se nessuno ti scrive per chiederti consigli, domandati se stai creando una community intorno al tuo profilo, se stai condividendo storie e contenuti autentici, o stai solo perdendo tempo. 

Ci sono alcuni valori molto più interessanti per le aziende, ma anche per le nostre piccole realtà, come l’engadgment rate ad esempio, o le impressions o la copertura di un post. Dati che vanno ad analizzare la percentuale di reattività dei follower, il numero di reazioni e condivisioni, il numero di persone raggiunte, di coloro che sono entrati in contatto con la tua storia personale. Gli scambi e i contatti che quotidianamente gli utenti della piattaforma intersecano con il nostro profilo. Più alti sono i numeri e le percentuali, più siamo riusciti ad intrecciare una relazione vera con i nostri followers.

Nel nostro caso, i profili a tema piante sembrano essere molto simili. Spesso le foto ritraggono piante rare su uno sfondo neutro, mani che reggono vasi, salotti e case di design piene di verde, talee, foglie e fiori. Il nostro stile è standard e sembra non esserci spazio per una caratterizzazione o variazioni sul tema.

Come possiamo noi, nel nostro piccolo, avere delle fotografie di piante uniche con cui poter fare la differenza?

Attenzione, uniche non vuol dire perfette!!!

Spesso e volentieri le foto che hanno più successo sono quelle meno ragionate e fatte con il cuore: un particolare visto di sfuggita, uno scorcio intravisto dal finestrino del treno, possono tecnicamente essere molto banali o imperfette ma possono raccontare una storia. Ecco quindi spiegato il successo che riscuotono su Instagram!

Essere sé stessi e metterci il cuore è la chiave del successo, dalle grandi aziende al piccolo blogger che cura il suo profilo Instagram nel tempo libero.

@storiedifoglie

Ad esempio, ho avuto l’idea per questa foto poco prima di addormentarmi, una sera. Ho tirato già dal letto il mio compagno, ho preso la prolunga e un filo di luci che avevamo comprato per l’albero di Natale, e con lo smartphone ci siamo messi a scattare, usando le mie piante come sfondo.

La manica che spunta dal maglione è della maglia del pigiama! L’avreste mai detto? Questa foto da sola mi ha portato quasi 5.000 visite al profilo.

Vi spiegherò in alcune puntate quali sono i trucchi per ottenere delle fotografie efficaci per raccontare la vostra storia personale su Instagram.

Non c’è bisogno di un’attrezzatura costosa, specifica, non c’è bisogno di essere fotografi naturalisti. C’è solo da imparare a raccontare la propria storia di foglia.

Se non l’avete ancora letto, vi consiglio il libro di Marta Pavia (@zuccaviolina), “Il mio Instagram”, uscito un paio di mesi fa e pubblicato da Zandegu. Marta tocca davvero moltissimi argomenti interessanti e da grandi spunti di studio e riflessione. 

Vi aspetto al prossimo articolo!

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