Ispirazione a Fuerteventura

Una designer in viaggio tra colori, texture e ispirazione

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Fuerteventura è una delle delle Isole Canarie, appartenenti alla Spagna, situata nell’Oceano Atlantico. Abbiamo scelto questa meta per il nostro viaggio on the road 2024. 

Come designer, questi luoghi mi hanno profondamente ispirata e rigenerata: ti racconto le tappe principali di questo viaggio e ciò che mi ha lasciato quest’isola e tutte le texture che mi hanno ispirata.

Consigli utili per un viaggio a Fuerteventura

A Fuerteventura si possono fare due tipi di vacanza molto diversi. Noi abbiamo scelto di prendere un appartamento in affitto a Corralejo e un auto per ogni isola (costa meno così che non trasportarla in traghetto). Questa zona è frequentata da surfisti, nomadi digitali e ha un mood molto più spartano, selvatico. A destra di Corralejo è possibile visitare spiagge incontaminate, raggiungibili in auto su strada sterrata, dove non vi è alcun servizio, mentre a sinistra vi è il Parco Naturale con le dune di sabbia. Nella zona del sud invece vi sono le strutture turistiche: la Costa Calma presenta infatti spiagge con onde più basse e servizi. 

L’isola si attraversa da nord a sud in 2h massimo di auto. Abbiamo progettato il nostro itinerario a zone: giorno a nord, giorno a centro-est, giorno a centro-ovest, giorno a sud, giorno a Lanzarote. In questo modo abbiamo battuto davvero l’isola in ogni punto cardinale.

La cosa che ci ha più impressionati, arrivando la sera, è l’assenza di inquinamento luminoso. Guidare fuori città non è semplice, data l’assenza di lampioni al di fuori dei centri abitati. Avevamo infatti messo come tappa l’osservatorio astronomico di Sicasumbre, che abbiamo però trovato per caso di giorno tra una tappa e l’altra: la zona è davvero impervia, non c’è segno di vita umana per chilometri, a tal punto da aver rinunciato a questa esperienza.

Per questo motivo, è bene fare rifornimento di carburante, acqua e cibo prima di avventurarsi al di fuori dei principali centri abitati.

Scoprire la vita locale è stato affascinante: nell’entroterra non è difficile vedere orti coltivati in terra nera vulcanica e alcune strutture, circolari o rettangolari, vicino alle piccole case bianche. Non si tratta di piscine, ma di cisterne per la raccolta dell’acqua, il bene più prezioso dell’isola. Sui tetti delle case inoltre, piatti e privi di tegole. vi sono vari tipi di bidoni per l’approvvigionamento idrico.  Questo ci ha ispirato davvero moltissimo: siamo molto sensibili alla tematica ambientale e siamo tornati a casa con ancor più consapevolezza riguardo l’uso dell’acqua.

Uno dei piatti tipici da non perdersi sono le papas arugadas con mojo picòn, delle piccole patate grinzose coltivate in terra vulcanica con una salsa deliziosa e il formaggio di capra Majorero, oltre che qualsiasi tipo di pesce

Io parlo abbastanza bene lo spagnolo ma non ho avuto alcuna difficoltà a comunicare poichè sull’Isola la comunità italiana è molto grande e nelle principali situazioni (affitto auto, ordinare cibo al ristorante) le persone locali capiscono e parlano italiano.

Ispirazione a Fuerteventura

La cosa più impressionante di Fuerteventura è come il paesaggio cambi in modo repentino, improvvisamente. Basta una curva, un bivio, e dalle dune del deserto si passa a paesaggi rocciosi e viceversa. Penso che gli spostamenti in auto da una tappa all’altra siano parte integrante della meraviglia di questo viaggio: impossibile non rimanere incantati dai paesaggi. 

Con una media di 12/15 km a piedi al giorno, ti racconto le tappe che più ci hanno lasciato senza parole.

ajuy, grotte e scogliere

Ajuy è un piccolo villaggio di pescatori sulla costa occidentale di Fuerteventura, nel comune di Pajàra. Si lascia l’auto all’ingresso del paese e si procede a piedi, verso una piccola piazza che si affaccia su una spiaggia nera. Guardando l’oceano, a destra parte un percorso ben segnalato sulle pareti rocciose che conduce ad una grotta visitabile. Il paesaggio sull’oceano è davvero mozzafiato.

Ti consiglio di fermarti a mangiare in piazzetta nei ristorantini locali per assaggiare piatti tipici.

Calderon Hondo

Il Calderòn Hondo è uno dei vulcani meglio conservati dell’isola su cui si può fare un trekking molto semplice e suggestivo. Il cratere, largo 70 metri, è pressoché intatto, nonostante il vulcano sia emerso circa 50.000 anni fa; da qui è possibile vedere tutta l’isola di Fuerteventura con i suoi vulcani e l’isola de Los Lobos.

Lasciato il paese di Lajares, si prosegue su una strada sterrata (in cui consiglio varie tappe negli altri vulcani e punti panoramici) fino ad arrivare ad un piccolo parcheggio all’ingresso della passeggiata ben segnalata. Da qui è possibile salire sull’orlo del cratere, avendo cura di indossare scarpe tecniche. Qui è possibile avvistare anche la fauna locale, a cui ho scattato questi ritratti.

Dune Corralejo

Appena fuori Corralejo si trova il Parco Naturale delle Dune, un paesaggio davvero incredibile se si pensa che guardando l’orizzonte, a soli circa 501 km, c’è il Deserto del Sahara Occidentale. Le dune si estendono per circa 10 km e sono ben visibili anche da Lanzarote. Nella parte più a nord vi sono alcuni servizi mentre scendendo più a sud (verso Puerto del Rosario) troverai natura incontaminata. Ti consiglio di percorrere tutta la FV-1 per godere del panorama delle dune e sulla Montana Roja, un luogo dai colori impressionanti in cui ho sentito fortissime le energie di Madre Terra.

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